Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk: dalla novella di Leskov all’opera di Šostakovič

La novella di Leskov

Lady Macbeth del distretto di Mcensk è una novella del 1865 dello scrittore russo Nikolaj Semënovič Leskov. In Italia la prima traduzione apparve nel 1969, nella raccolta Novelle di N. S. Leskov; come testo pubblicato singolarmente, si annoverano quattro edizioni con traduttori ogni volta diversi.

Katherina L’Vovna Izmailova, giovane rampolla di una famiglia medio borghese russa, sposa Zinovij, figlio del ricco mercante Boris Timofeevič. Ben presto la donna in preda a una noia persistente diventa insofferente alle rigide regole imposte dal suo nuovo status sociale e intraprende una relazione clandestina con Sergeji, stalliere della magione ove vive. Scoperta dal suocero, la donna lo uccide avvelenandolo approfittando dell’assenza del marito; successivamente uccide anche quest’ultimo, e lascia che il suo amante diventi ufficialmente l’uomo di casa, rimanendone incinta. Tuttavia presto si scopre che il patrimonio dei Timofeevič è subordinato a un giovane cugino di Zinovij, che si stabilisce nelle proprietà di famiglia. La coppia di amanti trama per ucciderlo, ma viene colta in flagrante dalla servitù. Sergeji e Katherina vengono dunque condannati ai lavori forzati per il triplice omicidio, mentre loro figlio appena nato viene affidato a una famiglia. Poiché Katherina aveva cercato di scaricargli addosso tutta la responsabilità degli assassinii, Sergeji la allontana e la umilia amoreggiando vistosamento con altre condannate, in particolare con la giovane Sonjetka. Durante il viaggio verso la Siberia, Katherina aggredisce la sua rivale e le due finiscono nelle acque di un fiume gelato.

L’opera di Šostakovič

Oggi il titolo è considerato giustamente un capolavoro ed è rappresentato con discreta frequenza nei teatri di tutto il mondo, ma ebbe all’inizio vicende di censura e un lungo oblio prima di essere recuperata e riallestita. Lady Macbeth è la seconda opera, dopo il Naso, del compositore russo. Egli lesse il racconto omonimo scritto nel 1865 di Boris Kustodiev, suo vecchio amico, quando aveva solo ventiquattro anni. Il libro narra la storia crudele di Katerina Lvovna Ivanova, giovane contadina infelicemente sposata al ricco mercante Zinovi Ismailov, la quale compie una serie di delitti assieme all’amante: assassina il suocero, il marito e un nipotino di questi per sottrargli l’eredità. Scoperta è deportata assieme al complice in Siberia, dove muore. La cupa vicenda è certamente lontana dalle convenzioni del teatro lirico ma Šostakovič non è artista convenzionale e si entusiasma alla trama anche in funzione dei tempi, siamo negli anni ’30 del secolo scorso, sia il mondo musicale sia quello politico è in fermento con esiti drammatici che si svilupperanno di lì a poco. La versione librettistica dell’opera fa alcune varianti rispetto dal racconto, il libretto fu scritto dal compositore assieme ad

Aleksandr Prejs, già suo collaboratore per il Naso. È eliminato l’assassinio del bambino e le gesta della protagonista, anche se incompatibili con l’epoca, trovano una sommaria giustificazione nella passione amorosa e nella ribellione dell’ambiente in cui vive. Šostakovič scrive: “…ella non è una donna crudele, al contrario è un essere intelligente ed appassionato che soffoca nel grigiore della vita e dell’ambiente volgare in cui è costretta. Non ama il marito, e quando compare Sergeij, l’amante, se ne innamora, sacrificando tutta se stessa per lui, anche se questi si rivelerà un essere debole e meschino”. Tali spiegazioni per quanto innocenti sono dirette al mondo sovietico, dal quale si prevedevano reazioni ufficiali. Il compositore cerca di giustificare e rilevare gli aspetti positivi per quanto possibili. Dopo la prima rappresentazione il 22 gennaio 1934 al Teatro Malij di Leningrado e due giorni dopo al Teatro Nemirovic-Dancenko di Mosca il successo fu pieno, anzi un trionfo che fa dire ad un musicologo ed intellettuale con Ivan Sollertinskij che dopo Pikovaja Dama di Cajkovskij nessun lavoro nella storia dell’opera russa ha raggiunto un livello e una profondità come quella di Šostakovič. La passione sessuale, la parodia dell’autorità, la rivolta contro le tradizioni oppressive, il pessimismo della conclusione sono peccati capitali contro l’ottimismo rituale di un mondo totalitario, in questo caso comunista, che vorrebbe tutt’altro. La musica non smorza i toni, anzi ne esalta la rudezza in maniera

emblematica ed innovativa. Gli uomini che stanno intorno alla protagonista, o meglio contro di lei, non sono uomini ma cinici personaggi privi di anima e pertanto resi in maniera grottesca quasi caricaturale soprattutto musicalmente. Tale arditezza sfida la convenzione morale e artistica di uno stato dominato dall’ottimismo rituale e devoto al dittatore, Stalin. Le vicende d Katerina sono oltraggiose. Il 28 gennaio 1936 sulla Pravda appare un articolo dal titolo “Caos anziché musica”, l’opera acclamata in precedenza come il frutto più altro della gloria artistica del partito è tacciata ora come formalista, borghese, antipopolare, di confusa produzione musicale e a suo scapito influisce anche il successo nel mondo occidentale. Condannata senza appello Lady Macbeth è ritirata dal repertorio. L’ostracismo sarà levato solo nel 1963, in era Chruscev, ma l’immoralità del libretto è ancora pesante, pertanto Šostakovič deve preparare una nuova versione ribattezzata Katerina Izmajlova nella quale ritocca versi e musica, trasformando il suo lavoro in situazioni più realistiche. Così modificata, l’opera è approvata dall’Unione dei compositori e ha la sua prima l’8 gennaio 1963. L’occidente resta però

più legato alla prima versione, anche se in varie occasione fu condannata per aspetti moralistici, come a Festival di Venezia nel 1949. In seguito tale morale mutò e oggi possiamo apprezzare uno degli spartiti più originali ed innovativi del teatro musicale non solo russo ma internazionale. La ricchezza della partitura è rappresentativa, soprattutto per i molteplici richiami a situazioni precedenti o future, ed è altrettanto indicativo quanto un compositore negli anni ’30 abbia guardato il mondo sociale con così dolente partecipazione. Šostakovič scrisse a proposito della sua composizione: “Dedicai Lady Macbeth alla mia fidanzata e futura moglie, così che l’opera tratta anche dell’amore, ma non solo dell’amore. E anche di come l’amore sarebbe potuto essere se il mondo non fosse pieno di esseri vili”.

Atto primo . Quadro primo . Vengono sottolineate le umiliazioni alle quali Caterina è sottoposta da parte del suocero, che non solo la importuna e vorrebbe possederla, ma le rinfaccia di non riuscire ad avere figli. Come se non bastasse, poiché il marito di Caterina, Sinovio, dovrà allontanarsi per alcuni giorni, Boris le fa giurare, davanti a tutta la servitù, che rimarrà fedele al consorte lontano. La cuoca Aksinia, allora, interviene e le fa notare un bel garzone assunto da poco. Quadro secondo . È incentrato su alcuni lavoranti che insidiano e maltrattano la deforme Aksinia, aizzati proprio da Sergej. Caterina interviene in difesa della donna, ma pur essendo provocata da Sergej, ne rimane attratta. Quadro terzo . Caterina si dispera per la sua atroce solitudine. Sergej si introduce nella sua camera da letto e seduce Caterina.

Atto secondo . Quadro primo . Boris è eccitato e tormentato dalla presenza di Caterina, al punto da decidere di assolvere ai doveri coniugali in vece del figlio. Mentre sta progettando tali lascivie, gli cade addosso, dalla finestra della camera di Caterina, Sergej. Boris lo riduce in fin di vita a frustate di fronte agli occhi di tutti i servitori e di Caterina stessa; quindi Sergej viene rinchiuso in cantina. Caterina avvelena Boris mettendo del veleno per topi nel suo piatto; dopo avergli sottratto la chiave della cantina dove è rinchiuso l’amante, assiste alla funzioni del pope, chiamato per assistere il moribondo. Quadro secondo . Caterina è a letto con Sergej, tormentata dai rimorsi: arriva il marito, che viene ucciso dai due e nascosto in cantina.

Atto terzo . Quadro primo . Caterina e Sergej si sposano, mentre il marito è dato per disperso. Caterina è ossessionata da ciò che ha fatto e guarda terrorizzata verso la cantina. Un servo ubriaco, mentre gli altri sono in chiesa per il matrimonio, credendo che le occhiate di Caterina nascondano la presenza di un buon vino, sfonda la porta della cantina, trova il cadavere di Sinovio e chiama la polizia. Quadro secondo . Nel distretto di polizia i gendarmi si annoiano e, per passare il tempo, si divertono a creare problemi a qualche intellettuale, ad esempio accusando di nichilismo un innocente insegnante. Quadro terzo . Caterina, alla fine della cerimonia, si accorge che la cantina è stata aperta ma è troppo tardi per fuggire.

Atto quarto . Caterina e Sergej si trovano in un accampamento, di notte, mentre sono in viaggio verso la Siberia perché condannati ai lavori forzati. Caterina corrompe una guardia perché le permetta di passare la notte con Sergej, ma lui la considera ormai solo una fonte di disgrazie ed è invece attratto da un’altra detenuta più giovane, Sonetka, alla quale regala le calze di lana che Caterina gli ha dato. Tutti si prendono gioco di lei: Caterina, disperata, si getta nel fiume trascinando con sé la rivale. Le due donne annegano, mentre i deportati riprendono la marcia.



Categorie:D18- L'Opera lirica russa - Russian opera -

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: